Il progetto

Anagrafica delle case del popolo in Romagna dalle origini a oggi

progetto di Tito Menzani

L’oggetto d’indagine

Le case del popolo rappresentano un tassello imprescindibile del tessuto sociale e politico della Romagna. Per tutto il secondo Novecento hanno svolto a vario titolo una funzione aggregativa rispetto alle singole comunità in cui erano imperniate, e ciò ha significato una centralità e un dinamismo che meritano l’attenzione degli studiosi di storia.

Le case del popolo erano innanzi tutto delle eccellenti organizzazioni societarie: realizzate da quelli che sarebbero stati i loro fruitori, poi autogestite, a volte intersecate da esperienze cooperative, infine modernizzate con gestioni imprenditoriali o commerciali tout court. Con il passare del tempo e con il cambiare della società, la casa del popolo ha dovuto ripensare il proprio ruolo e con esso il proprio assetto economico e il rapporto con i soci e con gli stakeholders.

Ad un periodo di indiscussa pregnanza della dimensione politica – socialista, repubblicana, comunista, ma anche cattolica e anarchica –, ne è seguito uno maggiormente innervato sugli aspetti ricreativi, che a sua volta, in tempi più recenti, ha lasciato spazio alla centralità della dimensione commerciale, spesso legata alla crescita del turismo. Se le case del popolo sono sopravvissute a trasformazioni così profonde, significa che chi le ha gestite ha compreso che occorreva cambiare per dare sempre nuove risposte ad una società in rapida trasformazione.

Le scelte economiche e le strategie imprenditoriali che hanno consentito tutto ciò non sono assolutamente un fatto banale o da svalutare in sede storiografica. Anzi, è un interessante spaccato di come – in una dimensione micro – i rapporti sociali si siano declinati fra voglia di stare sul mercato e contrasto dei cambiamenti. L’obiettivo di questa ricerca storica – fatta a partire da fonti anche inedite – è indagare i tempi e i modi del mutamento sopra descritto, limitatamente alla Romagna, e cioè alle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Si vuole così ridare voce a protagonisti vecchi e nuovi di una grande e silenziosa trasformazione, che in oltre un secolo di storia ha più volte ripensato i luoghi della sociabilità e dell’aggregazione.

 La ricerca e il suo primo step: l’anagrafica

La ricerca suaccennata è molto ampia e sarà meglio dettagliata in corso d’opera. Tuttavia, appare fondamentale un primo step, e cioè la realizzazione di una anagrafica delle case del popolo romagnole. Vale a dire che si vuole mappare il fenomeno, dalle origini a oggi, per capire tempi, modi, colori politici e caratteristiche essenziali di questo movimento. Queste informazioni rappresentano la base imprescindibile per tutte le valutazioni storiografiche successive.

La realizzazione della scheda anagrafica prevede la raccolta, ove possibile, delle informazione di base relative a ogni casa del popolo, secondo il seguente esempio (con dati di fantasia).

 

Nome Comune Località (e indirizzo) Fondazione e chiusura Orientamento Presidente/i Note generali Note di Lavoro Bibliografia e fonti
Casa del popolo “Mario Rossi” di San Patrizio Conselice San Patrizio (via Giovanni Bianchi 2) 1907-1924; 1947-oggi socialista e comunista Roberto Verdi (1907-1914)

 

Fu incendiata dai fascisti (1924) e ricostruita nel secondo dopoguerra.

Fu sede della Coop di consumo (dal 1947 al 1960).

Alcune fotografie sono custodite da Antonio Neri (345 6789012) Baravelli-Menzani 2014; “La lotta”, 11 gennaio 1907.

N.B. Nella scheda andranno inseriti il nome del referente attuale, nelle note di lavoro, e il riferimento dell’attuale proprietà (cooperativa, fondazione, altro, ecc.), nelle note generali.

La ricerca per la realizzazione dell’anagrafica sarà svolta a partire da cinque differenti tipi di fonte: le testimonianze, il materiale archivistico, la letteratura grigia, le fonti a stampa, la letteratura scientifica. Le testimonianze consentiranno di intercettare esperienze non immediatamente individuabili, soprattutto per quelle aree, come il Riminese, meno indagate dalla storiografia. Il materiale archivistico – custodito presso istituti culturali, centri di documentazione o le stesse case del popolo – rappresenta, invece, una base solida per informazioni più puntuali, soprattutto attraverso atti costitutivi, statuti e altri documenti simili. Lo stesso si può dire per le fonti a stampa e la letteratura grigia – cioè l’insieme di pubblicazioni di nicchia o di carattere tecnico – sulle quali, al contrario, si dovrebbe poter contare su una mole documentaria più ampia e organica. Infine, la letteratura scientifica – ossia i temi e problemi che la storiografia ha già indagato su altri casi di studio – è quel riferimento irrinunciabile per procedere con serietà e rigore in un’indagine di questo genere.

Il perimetro spazio-temporale è quello delle case del popolo di tutte le tradizioni politiche nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, nell’arco di tempo che va dalle origini del fenomeno – fra XIX e XX secolo – e oggi.

 Il coordinatore del progetto

Tito Menzani è docente a contratto di storia economica, storia dell’impresa e storia dei consumi all’Università di Bologna e collabora stabilmente con vari centri di ricerca e istituti culturali, fra i quali la Fondazione Ivano Barberini e l’Istituto Parri, nonché con diverse riviste scientifiche, italiane ed internazionali. Inoltre, è formatore libero-professionista e ad oggi ha collaborato con numerose imprese, organizzazioni di rappresentanza ed enti pubblici, in Italia e all’estero. La sua attività di ricerca si è principalmente indirizzata verso lo studio del movimento cooperativo e dell’industria meccanica, e anche grazie ai risultati conseguiti in ambito scientifico, nel 2013 ha ottenuto l’Abilitazione nazionale alla docenza universitaria come professore associato. È co-autore di Una storia globale, libro di testo in tre volumi per le classi terze, quarte e quinte dei licei. Alcune sue pubblicazioni sono state tradotte in inglese, in francese e spagnolo; tra i libri più noti: Il movimento cooperativo fra le due guerre. Il caso italiano nel contesto europeo (Carocci, 2009); La macchina nel tempo. La meccanica strumentale italiana dalle origini all’affermazione in campo internazionale (Clueb, 2011); Una storia popolare. Le Case del Popolo del movimento operaio in provincia di Ravenna (1946-1996) (con Andrea Baravelli, Giorgio Pozzi editore, 2014); Cooperative: persone oltre che imprese. Risultati di ricerca e spunti di riflessione sul movimento cooperativo (Rubbettino, 2015).